
Ancora, riecheggiano nella mia mente le parole di quella fragile bambina. Gridava lei: 'mamma, mamma!' Mentre sbatteva gli occhi...
"Madre è l'altro nome di dio, sulle labbra e sui cuori di tutti i nostri figli."
sabato, 28 aprile 2007 @ 19:28
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I`m learning all about my life
By looking through her eyes
venerdì, 27 aprile 2007 @ 17:21
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Quando vedo le tue labbra tremare, sopraggiunge la Paura.
Il cuore palpita. Ed il mio corpo tutto, si fa debole.
Ti voglio bene, Selene.
venerdì, 27 aprile 2007 @ 16:41
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Detesto la vostra indifferenza. Detesto il vostro opportunismo. Detesto la vostra cattiveria.
Se solo sapessi vivere, me ne andrei e vi abbandonerei, tutti.
Perdonate il mio egoismo,
ma so che di me non vi è mai importato nulla.
Così vi odio, ora lo so.
giovedì, 26 aprile 2007 @ 18:23
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Scivolai sul tuo sorriso
e ti ammirai.
Il tremore delle gambe, ricordo
ti rese così fragile.
martedì, 24 aprile 2007 @ 19:23
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PER TE, AMORE MIO

martedì, 24 aprile 2007 @ 16:59
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martedì, 24 aprile 2007 @ 16:43
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Ti amo.
lunedì, 23 aprile 2007 @ 17:37
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Io ti amo ancora, è questo il vero tormento! Chi si occuperà di me amore mio, mio oscuro Angelo, quando tu te ne andrai..
lunedì, 23 aprile 2007 @ 16:49
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Sapevo che tu mi riavresti portata a casa.

" Dalle frustate alle ceneri
E dalla lussuria alla polvere
Nel tuo tormento più dolce
Io sono perso
E il paradiso non può aiutarci
Pronto, volenteroso e abile
A perdere tutto
Per un bacio così fatale
E così sfinito
"
lunedì, 23 aprile 2007 @ 15:05
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Vidi le labbra rosse della notte, vidi
le sue labbra morte.
Tuttavia, amai le falene che
affogavano tra fiotti di sangue che
sgorgava dalle mie vene blu.
Gelide.
Le vidi soffocare e morire
come tutti muoiono.
MI manca la tua antica dolcezza.
O notte portami via...
Sapore di sperma che,
bollente, s'insinua tra le gambe.
Io assaggio il calore della tua pelle
su corpi esanimi
tra zucchero e sangue.
sabato, 21 aprile 2007 @ 13:13
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"Ich war auf der Gallerie meines Geistes
Ich hörte die Musik meiner Seele
Ich sah die Löcher meines Herzens
Und trank die Tränen meiner Schmerzen
Ich stand im Schatten meines Lebens
Und wartete auf mein Erscheinen
Auf der Strasse meiner Einsamkeit
In den Mauern meiner Angst"...
giovedì, 19 aprile 2007 @ 17:34
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mercoledì, 18 aprile 2007 @ 16:55
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martedì, 17 aprile 2007 @ 20:09
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"La bambina era seduta nella stanza buia accanto a una donna morta, morta da giorni. La stanza era ingombra di bauli e di pacchi, come se diverse persone avessero preparato i bagagli per partire; ma la madre giaceva mezzo svestita, il corpo già in putrefazione, e non c'era nessuno al di fuori della bambina. Prima che c'accorgesse di me passarono alcuni istanti; ma quando mi notò mi disse subito che dovevo fare qualcosa per aiutare sua madre. Avrà avuto cinque anni al massimo, molto magra, e il suo viso era macchiato di sporco e lacrime. M'implorava d'aiutarla. Dovevano prendere una nave, mi disse, prima che venisse la peste; il padre le aspettava. Cominciò a scuotere la madre e a piangere disperatamente; poi mi guardò di nuovo e scoppiò in un diluvio di lacrime.
"Ormai il bisogno di bere mi divorava. Non ce l'avrei fatta a stare un altro giorno senza nutrirmi. Ma c'erano delle alternative: le strade abbondavano di topi e da qualche parte, molto vicino, un cane ululava disperatamente. Se avessi voluto, avrei potuto volar via dalla stanza, nutirmi e tornare al più presto. Ma la domanda: Sono dannato? mi martellava dentro. E allora perchè provo tanta pietà per lei, per il suo viso sparuto? Perchè desidero toccare le sue piccole, morbide braccia, tenerla adesso sulle ginocchia, come sto facendo, sentirla reclinare la testa sul mio petto mentre le sfioro piano questi capelli di seta? Perchè? Se sono dannato devo volerla uccidere, devo voler fare di lei nient'altro che cibo per un'esistenza maledetta, perchè essendo dannato devo odiarla.
"Pensando a questo, vidi il viso di Babette contorto dall'odio quando reggeva la lanterna aspettando di accenderla, vidi Lestat nella mia mente e lo odiai, e mi sentii dannato, si, quello era l'inferno, e in quell'istante mi chinai, e penetrai con violenza in quel morbido, piccolo collo, udii la piccina gridare, e col sangue caldo sulle mie labbra, le sussurrai: E' solo un momento, poi non ci sarà più dolore. Ma era stretta a me e presto non fui più capace di dire niente. Per quattro anni non avevo assaporato un essere umano; e ora sentivo il suo cuore con quel terribile ritmo, e che cuore! Non il cuore di d'un uomo o d'un animale, ma il rapido, tenace cuore d'un bambino, che pulsava sempre più forte, rifiutandosi di morire, battendo come un piccolo pugno bussa alla porta, gridando : Non morirò, non morirò, non posso morire, non posso morire... Credo d'essermi alzato in piedi ancora avvinto a lei, il suo cuore che trascinava il mio sempre più velocemente, senza speranza di tregua: il sangue scorreva troppo veloce per me, la stanza roteava. Poi, senza volerlo, fissai lo sguardo al di sopra della sua testa reclinata, della sua bocca aperta, attraverso l'oscurità, sul viso di sua madre; e attraverso le palpebre semichiuse i suoi occhi mandavano bagliori verso me, come fossero vivi! Gettai a terra la bambina. S'accasciò come una bambola snodata. Voltandomi per fuggire, in preda a orrore cieco per la madre, vidi la finestra riempita da una forma familiare. Era Lestat, che ora indietreggiava ridendo, il corpo piegato in una specie di balletto nella strada fangosa. 'Louis, Louis' mi scherniva, puntando contro di me un lungo dito ossuto, come a dire che m'aveva colto in flagrante. Poi con un balzo scavalcò il davanzale, mi cacciò da parte, afferrò dal letto il corpo fetido della madre e accenno dei passi di danza con lei."
lunedì, 16 aprile 2007 @ 17:35
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L'AMORE E' IL FUNERALE DI CUORI
L'amore è il funerale dei cuori
Ed un'ode per la crudeltà
Quando gli angeli piangono sangue
Sui Fiori del Male che stanno per sbocciare
Il funerale dei cuori
E una scusa per la pietà
Quando l'amore è un'arma
Che mi separa da te
Lei era il sole, che splendeva sulla
Tomba delle tue speranze e dei tuoi sogni così fragili
Lui era la luna, che ti dipingeva
Con il suo chiarore così vulnerabile e pallido
L'amore è il funerale dei cuori
Ed un'ode per la crudeltà
Quando gli angeli piangono sangue
Sui Fiori del Male che stanno per sbocciare
Il funerale dei cuori
E una scusa per la pietà
Quando l'amore è un'arma
Che mi separa da te
Lei era il vento, che portava con sè
Tutti i guai e le paure
Che hai tentato per anni di dimenticare
Lui era il fuoco, irrequieto e selvaggio
E tu eri come una farfalla notturna
Attirata da quella fiamma
L'eretico sigillo oltre il divino
Gli ultimi riti per le anime in fiamme
Preghiera a un Dio che è sordo e cieco
Le ultime notti, le anime in fiamme
Tre piccole parole e una domanda: perchè?
L'amore è il funerale dei cuori
Ed un'ode per la crudeltà
Quando gli angeli piangono sangue
Sui Fiori del Male che stanno per sbocciare
Il funerale dei cuori
E una scusa per la pietà
Quando l'amore è un'arma
Che mi separa da te.
sabato, 14 aprile 2007 @ 16:46
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Asfalto bollente e Seriche labbra a cui offro i miei seni. A cosa stiamo giocando?..se poi dobbiamo morire...
" Nel tuo letto la novità è fare a pezzi l'anima."
venerdì, 13 aprile 2007 @ 14:42
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-Amore... Guarda: la povera rana morta sulla strada.
Pece nera, di cui son fatti i nostri sogni, si frantuma sulla strada...
Vetri, trapassano corpi di animali. Quanto sangue... Fa quasi paura.
Sento odore di viscidume.
Amore... Abbracciami. Sento il cuore battermi nelle tempie. Voglio che tutto questo finisca.
- Sh... Ti amo.
martedì, 10 aprile 2007 @ 16:20
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Questa sera desidero andare al cimitero con te. Per parlare. Ho voglia di pioggia. Ho voglia del silenzio dei morti e di buio, dopo tanto tempo. Ho voglia di fango sotto gli anfibi. Di una città in fiamme. Di amore. Di corvi.
"Le case bruciano, le persone muiono. Ma il vero amore è per sempre."
lunedì, 09 aprile 2007 @ 20:46
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Ti ho guardato per lungo tempo e ho capito che eri tu. La persona con cui oggi ho fatto l'amore.
sabato, 07 aprile 2007 @ 20:20
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